Agrifuturismo Trans Vesuvian Counseling

ore 19 – Agrifuturismo Trans Vesuvian Counseling

installazione artistica di Dario Biancullo

Nel cuore antico, a Forcella, nella Sanità, a Majella si produce militanza e visione, spiritualità e bestemmie sacre. Dario Biancullo, splendido e diversa, in giro fra i decumani del centro storico di Napoli, crea link in chiave ludica e si pone come obiettivo necessario di rendere il suo Atelier, stanza laboratorio, anche uno spazio sociale, luogo safe dove la sua pratica di couture è anche una storia di famiglia QueeR. Come la New York di David Wojnarowicz o Richard Kern, lui performa e crea. Come si racconta lui stesso «Sono un artista, designer, costumista guidat* dall’urgenza di “autodeterminarmi per devianza” attraverso percorsi alternativi e di resistenza ai processi merciferi e industrializzati del mercato dell’arte e del fashion. Creare per me è una storia di famiglia queer dove “la famiglia “è il letto del succube e dell’incubo. Ma l’intento della costruzione di “famiglia” serve ad aprire discussioni, tra persone dissidenti, su come l’industria dell’arte e della moda costituisca stereotipi e alimenta un intero processo di denaturalizzazione del corpo e ci condiziona a ripetere, obbligatoriamente, modelli di esistenza stabiliti solo allo scopo di mantenere l’industria, e come tutto questo ci attraversa.
Il processo di produzione “familiare” può essere il risultato immaginario di tutti gli incroci e la percezione di questa discussione. Importanza dello scambio, perché siamo sempre derubati. La nostra vita è rifilata, le nostre informazioni vengono derubate perché, ad esempio, l’industria della moda e dell’Arte, sono una possibilità di cooptare il nostro discorso e trasformarlo in moda e arte per farlo morire più tardi. È un modo per uccidere succhiando».
La “famiglia Moscato”, composta dalla compagnia teatrale di Enzo Moscato e la nuova compagnia di Giuseppe Affinito, sono per me “un nido” napoletano in cui ho lavorato. Avevo 15 anni quando vidi per la prima volta Enzo pronunciare, nei panni di mamma Europa, le parole “Agrifuturismo Trans vesuvian counseling”, nel film “Mater Natura” di Massimo Andrei, al fianco di Sara Carbone.
Dopo 20 anni, attraversavo il lungo corridoio del foyer di Sala Assoli, nero ma ben illuminato, oltre il colore nero del cemento vedevo natura, aria, bellezza e risentivo quelle parole. Camminando arrivavo al palcoscenico e lì vedevo radici, alberi di ulivo, mulignan sott’uogl, nuovi germogli, odore di frutti, banane gialle, marmellate e api regina. Era Enzo, Giuseppe e anche Sara Carbone, ad aspettarmi, e con loro avrei poi cominciato insieme a creare in teatro.
Questa famiglia nasce da un destino tradito: le origini “struggle” di Enzo Moscato, umili e difficili si trasmutano e diventano una famiglia altra, il suo essere un passo indietro all’estrema mercificazione dell’arte della scrittura e della performance, i suoi atti politici e di resistenza di vita come far parte dello storico movimento di resistenza omosessuale della fanzine il “Fuori” o come  il suo restare ancorato alla sua Napoli, raccontandola e amandola, sono per me un esempio di iperstizioni possibili di autodeterminazione per devianza.
Per Enzo ho creato il nostro primo e poi diventato ora ultimo vestito di scena nel progetto teatrale “Libidine violenta”. La prima parte delle note di regia di quest’opera dicono: “l’assurdo testuale, fatto oggetto di visitazione scenica, evento di ingoiamento e re-ingoiamento, da parte di attori, della scrittura medesima di cui è fatto quell’assurdo. Come se si trattasse di un succulento e pantagruelico pasto, solo fatto di parole e non cibo. Rito auto-cannibalico per eccellenza, prima ancora che drammaturgico”. Sento il famelico valore, disciplinato e indisciplinato, delle parole nella mia pratica artistica. In questo allestimento del teatro Assoli per il Queer Festival la mia creazione è più debole del motivo per cui la eseguo. La parola è movimento in un ambiente virtuale e reale.

Dario Biancullo 

La mostra sarà visitabile gratuitamente durante il festival negli orari di apertura di Sala Assoli.

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